LA RADICE (musiche di Kitaro:" Ten Years ")
Il corpo disteso si sposta lentamente sul pavimento, rotola seguendo il ritmo del respiro,
le mani e i piedi seguono un andamento di penetrazione nella terra, come un albero con la
sua radice. E' un esercizio che mette il corpo in relazione con la solidità del
pavimento, che lo rassicura, lo prepara alla elevazione con la certezza di aver sempre
nella terra una madre affettuosa.
ALGA (musiche di Kitaro:" Ten Years ")
Lentamente il corpo si gira appoggiandosi sulla schiena e i piedi distaccandosi dal suolo
cominciando una lenta e graduale ascesa verso l'alto; in un secondo tempo anche le mani,
sempre lentamente tendono verso l'alto, seguendo il ritmo di respirazione. Questo
esercizio permette di avere più sicurezza di movimento e favorisce la presa di coscienza
del movimento a terra.
MINERALE (musiche di Kitaro:" Ten Years ")
Il corpo muovendosi lentamente raggiunge diverse posizioni
statiche, dette appunto "minerale". La consegna: "siete un minerale, adesso
assumete la posizione di un altro minerale. In questo esercizio si percepisce il graduale
passaggio del corpo da un lento movimento ad un vissuto corporeo di stabilità e di
attenzione al proprio ritmo respiratorio. I tre esercizi sono stati poi ripetuti, secondo
una continuità radice minerale. Tutto il gruppo si riunisce al centro: seduti fino a
formare una massa e ad occhi chiusi sentire il corpo degli altri. Poi piano piano si
ritorna radice, il gruppo si allarga e ognuno raggiunge un proprio spazio.
La consegna successiva era pronunciare la parola madre
"crescere" aumentando progressivamente l'intensità della pronuncia fino a
gridare "crescere" mentre ci si alza lentamente appoggiandosi sui piedi, per una
maggior interiorizzazione, della posizione eretta, della possibilità di portare verso
l'alto il proprio corpo. Poi pian piano si ritornava radice per far rilassare il corpo,
sentire lo spazio che ti circonda immaginandolo composto da infiniti ponti, muoversi nello
spazio, appoggiandosi a questi ponti, mangiandoli, mettiamo dentro lo spazio.
IL FILO (musiche di Brian Eno:"Plateau of mirrors")
Muovere le braccia per tracciare un filo immaginario, stendere questo filo intorno a noi,
al nostro corpo, nello spazio, passarlo da una mano all'altra, questo filo rappresenta
"la continuità" che c'è dentro di noi, attorno a noi; sentire la continuità
del movimento, del nostro movimento, del nostro corpo, prima seduti, poi alzati con le
mani, col corpo, produrre la continuità del movimento.Non è difficile in questo
esercizio della continuità scoprire il piacere senso-motorio che prova il nostro corpo.
EQUILIBRIO (musiche di Brian Eno:"Plateau of mirrors")
LA BOLLA:
Immagina di essere in una bolla invisibile che ti circonda;
muoversi lentamente senza romperla, spostare il peso del corpo su di un piede, sull'altro,
bilanciare il corpo con le braccia e con le mani, col piede, partire da terra alzandosi e
poi tornare a terra. Sentire lo spazio che circonda la sfera, toccare lo spazio, sentire,
capire il limite; questo da' equilibrio al nostro corpo.
EQUILIBRIO IN COPPIA:
Uscendo dalla bolla si incontra un compagno e si lavora in coppia
facendo diversi equilibri; uno fa l'equilibrio a terra e aiuta con il suo corpo l'altro a
fare l'equilibrio in piedi; si provano così diverse posizioni di equilibrio. Finito
l'esercizio ognuno torna nella propria bolla sudatissimo, a dormire. Raggiungere
l'equilibrio con il proprio corpo prevede una capacità di concentrazione veramente
notevole, tanta energia e fatica muscolare, ma la riuscita di uno o più equilibri ripaga
del piacere di sentirsi così leggeri, in armonia col proprio corpo.
RITMO (musiche di Pachi Benor:"Ritmo")
A terra, e poi sollevandosi lentamente, si pronuncia
"ritmo" producendo col nostro corpo diversi ritmi: "la vite" (rigido),
si cambia posto con movimento ritmato guardando gli altri; cambiare posto e avvicinarsi al
nucleo guardando gli altri, poi pian piano, come se un interruttore avesse tolto l'energia
al nostro corpo, ci si affloscia e si rimane a terra fermi. "Sentire il ritmo",
"il nostro corpo ha ritmo", "tiene dentro il ritmo", "il ritmo
non è fuori di noi, sta in noi"; questi gli imputs che arrivano dalla conduttrice.
BACINO (musiche di Pachi Benor:"Ritmo")
A terra disegnare il bacino con le mani, in piedi disegnare il
bacino con le mani; i maschi si muovono come tirando una rete da pesca, le femmine si
muovono come portando un cesto sul capo; muovere tutto il corpo insieme al bacino. Il
ritmo è un punto centrale nella danzoterapia; infatti a dimostrazione che il ritmo è
dentro di noi, i bambini sordi, grazie alla danza, al movimento, scoprono il ritmo che è
dentro di loro e danzano a ritmo. A supporto di questa teoria, prima dell'inizio di alcune
sedute di lavoro abbiamo visionato alcuni videotapes delle attività svolte al centro di
B.A. con bambini audiolesi e soggetti down, in cui era possibile osservare gli oggettivi
progressi motori fatti da questi soggetti svantaggiati. Il ritmo investe la sfera motoria
dal bacino in giù, la "scarica" della tensione avviene a terra battendolo ,con
i piedi e con le braccia e le mani in schema crociato.
LO SPECCHIO (musica di Paul Winter "corazon malo")
Tenendosi prima la mano destra con la sinistra e viceversa come uno
specchio, con lo sguardo si segue "lo specchio" in tutti i suoi movimenti( sù,
giù, ondulato). L'esercizio prevede un lavoro di coppia con un compagno, con il quale si
segue vicendevolmente lo specchio, prima giù, poi sù. La successione dell'esercizio
porta a percepire l'altro, senza toccarlo, poi all'"incontro", alla conoscenza
dell'altro attraverso l'abbraccio quindi si provano diversi "limiti" giù, sù.
Gradualmente si ritorna allo specchio singolo ed infine a terra.
DISEGNARE CON IL CORPO (musiche di Jaime Torres-Jiulia Ramos "Kuria - Bambo
-Chamango - Qurna").
Disegnare con il movimento corporeo vari strumenti a corda (
chitarra), percussione ( tamburo), a fiato ( flauto), separatamente a terra e in piedi.
Sentire il ritmo con i piedi, sentire la melodia e disegnarla con le braccia, le mani, il
busto. I movimenti sono diversi: il primo (ritmo) è spezzato, segmentato, l'altro
(melodia), è morbido, continuo. Dapprima si disegna da fermi, poi con il corpo in
movimento. Il ritmo è pesante; il corpo nello spazio lo disegna come una diagonale, un
cerchio, sù e giù, ritmo ascendente(sù), ritmo discendente (giù), descrivendo un
cerchio "ondulante", scaricando a terra con energia, ritmo
"percussivo". Il corpo disegna lo spazio: percussioni (ritmo) piccolo spazio,
flauto ( melodia) grande spazio, corde ( grande spazio).
SENTIRE LO SPAZIO (musiche di Jaime Torres-Jiulia Ramos "Kuria - Bambo
-Chamango - Qurna").
Lo spazio è vissuto come entità materiale, la mano, il corpo
spostano l'aria e poi portano lo spazio dentro di noi. "Prendere" i punti nello
spazio e maneggiare 4"parlare" con i punti.
LA SINCOPE (musiche di Jaime Torres-Jiulia Ramos "Kuria - Bambo -Chamango -
Qurna").
Danzare la musica blues con la sincope in tutto lo spazio e le posizioni con le braccia
seduti e in piedi, con tutto il corpo danzare la seduzione con il portamento,
l'espressione, la voce. Danzando la sincope il corpo sperimenta la
"contrapposizione" tra le varie parti del corpo per attenuare l'equilibrio.
IL CERCHIO (musiche di Jaime Torres-Jiulia Ramos "Kuria
- Bambo -Chamango - Qurna").
Fissando la mano tracciare un cerchio intorno a noi con l'altra
mano il perimetro, sentire il perimetro ruotando intorno nelle due direzioni. Il corpo in
movimento è ricerca, conoscenza dello spazio intorno a noi.
IL FOGLIO DI GIORNALE, L'ALTRO, IL DIVERSO (musiche: Adagio- Vivaldi, Albinoni, Pacheldel)
Un foglio di giornale steso a terra simbolizza l'altro, il diverso; il corpo si muove
attorno al perimetro del foglio fissandolo con lo sguardo. Le mani lo dispongono e
delicatamente tracciano delle impronte sul "corpo dell'altro" seguendo la
musica. I piedi lasciano impronte e colorano il foglio, le mani si riempiono di colore e
lo dipingono. Distesi a terra disegnare sopra la musica con la mano, che è il
prolungamento del nostro corpo. Guardare il disegno fatto sul foglio e interpretarlo su e
giu con tutto il corpo cambiando punto di osservazione. L'esercizio si ripete con un
partner, che si stende a terra e con cui, nella prima fase, ci si guarda negli occhi con
intensità; poi "l'altro" chiude gli occhi e chi ha un ruolo attivo procede
nella scoperta del compagno premendo leggermente con le mani sul suo corpo, dai piedi alla
testa, lentamente lo gira sulla schiena e facendo equilibrio su un piede, con l'altro
esercita sulla nuca e sulla schiena una leggera pressione prima e con più energia dopo.
Poi disegna la musica sulla sua schiena mettendolo seduto. Finito l'esercizio si ringrazia
il partner con un abbraccio e ci si scambia il ruolo ripetendo la sequenza. E' questo un
esercizio ricco di significati simbolici e transferali; il giornale rappresenta il
diverso, il più debole, da curare, accudire, educare amorevolmente, in esplicito
riferimento ai diversi, ai portatori di handicaps. L'esercizio viene completato prendendo
il foglio di giornale tra le mani e danzando "con lui" stringendolo a se' come
una persona amata; lentamente e con cura viene ripiegato e messo "dentro di
noi"; poi interpretare liberamente la musica che "è entrata" in noi.
L'ELASTICO (Musiche di Astor Piazzola "Lento"
Il corpo è come un elastico che si stende-allunga-ritorna, come
una fisarmonica si apre, si chiude lentamente, a terra e in piedi. Con il compagno,
tenendo l'elastico si sperimenta il movimento: uno su e uno giu e viceversa. Sempre con un
partner, con due elastici, tirando piano o forte c'è scambio di energia. L'espansione
prevede che tutti leghino insieme il loro elastico colorato, in modo da formare un unico
grande elastico multicolore attraverso cui si trasmettono il movimento, le energie. Questo
esercizio finale delle sedute operative del corso fa cogliere il senso della solidarietà,
prima della coppia, poi del gruppo. La comunicazione avviene attraverso il movimento e
l'energia che da esso si libera grazie all'elastico. E' il momento di maggiore presa di
coscienza del gruppo in quanto tale, cresciuto attraverso il movimento, il corpo, la danza
e il loro linguaggio universale. Al lavoro con l'elastico nel pomeriggio, si fa seguire la
visione di altri videotapes realizzati nel Centro di Buenos Aires e la solita seduta di
verbalizzazione sul lavoro svolto.
L'ultimo incontro è stato interamente dedicato alla verbalizzazione e alla
riflessione complessiva sull'esperienza del corso: sedute operative, vissuti, emozioni
individuali e di gruppo. Sono emerse una serie di implicazioni pedagogico-didattiche
legate all'ambito psicomotorio e affettivo-relazionale. Attraverso la danzoterapia il
bambino scopre il piacere del movimento, dell'equilibrio. Il conseguente vissuto corporeo
favorisce un miglior rapporto del corpo con lo spazio interno ed esterno. La scoperta del
ritmo aiuta il potenziale espressivo corporeo "a venire fuori". Il movimento
attraverso il ritmo, la melodia, la danza, nelle loro diverse componenti, completa il
quadro psicomotorio visto come educazione, rieducazione, riabilitazione. Per concludere viene voglia di ringraziare il
nostro corpo per averci fatto provare tante nuove piacevoli sensazioni ed emozioni. Dopo
averle "apprese" necessiterà trasmetterle.